Il territorio di Casole

Casole d’Elsa

Il territorio del Comune di Casole d’Elsa, è costituito prevalentemente da medie e basse colline a coltivazione di viti, olivi e cereali, dislocate lungo lo spartiacque che le separa dall’alta valle dell’Elsa, situata nella parte nord-occidentale della Provincia di Siena, a circa 34 km dal capoluogo. I punti di riferimento più salienti sono dati, in direzione nord-sud, dalle alture di Casole (418 m), di Querceto (333 m) e di Mensano (499 m). Dal punto di vista idrografico, la località è interessata essenzialmente dal corso di due torrenti, il Senna, che scorre a est di Casole e confluisce nel fiume Elsa poco a nord di Collalto e il torrente Sellate, che ha origine dalle pendici del Monte Pilleri a ovest di Casole e descrive un’ampia curva da sud a ovest, correndo per un certo tratto in direzione parallela al fiume Cecina, prima di confluirvi. Di notevole importanza ambientale sono da considerarsi i suoi boschi, costituiti dalla Foresta di Berignone e dai boschi della Montagnola Senese. Confina con i Comuni di Colle Val d’Elsa, Monteriggioni, Sovicille, Chiusdino, Radicondoli, Castelnuovo Val di Cecina e Volterra (da N. a W. seguendo il senso orario). Si estende per una superficie di Kmq 148,63.

L’attuale popolazione residente è di 4956 abitanti.
Il capoluogo è Casole D’Elsa.
Le Frazioni principali sono 5 e più precisamente Cavallano, Lucciana, Mensano, Monteguidi, Pievescola.

VEDUTA AEREA DEL CAPOLUOGO

Le distanze dai maggiori centri sono:
Siena 36 Km
Firenze 65,8 Km
Grosseto 90 Km
Arezzo 129 Km
Pisa 160 Km
Roma 276 Km

CASOLE D ELSA

 

 

Monteguidi: la storia e che cosa vedere

Monteguidi era un antico castello degli Aldobrandeschi.

Purtroppo, oggi non c’è quasi più traccia delle antiche mura, salvo un brevissimo tratto rintracciabile dietro la chiesa di S. Andrea, mentre sono ancora conservate le due porte poste alle estremità dell’asse maggiore.
Della porta settentrionale resta soltanto un arco in pietra a tutto sesto; la porta meridionale, invece, è ben conservata e si compone di un arco esterno in pietra e di uno più profondo a volta.

Due le Chiese da visitare: la Chiesa di S. Andrea e S. Lorenzo, e la Chiesa della Visitazione.

La Chiesa di S. Andrea e S. Lorenzo, situata presso la porta nord, è romanica. Trasformata dai rifacimenti subiti in varie epoche, conserva dell’edificio antico l’arco in mattoni e conci di pietra, circondato da un fregio in cotto, e il piccolo portale sul fianco sinistro, con l’architrave in pietra, sorretto da due mensole.

All’interno, sul primo altare a destra vi è una tela di Alessandro Casolani (Mensano 1552/53 Siena, 1607): la Madonna del Rosario.
Accanto alla Madonna sono rappresentati i Santi Domenico e Caterina da Siena, in basso i fedeli in preghiera e nello sfondo una chiesetta, forse quella di Monteguidi, con il popolo in processione.

Presso la porta sud vi è la piccola chiesa della Visitazione.

 

Cosa vedere a Pievescola

Pievescola, frazione di Casole d’Elsa

Pievescola sorge alle pendici della Montagnola, non lontano dal tracciato di fondovalle della via Maremmana.

La sua Pieve, dedicata a San Giovanni Battista, fu fondata al principio dell’ XI secolo dalla contessa Ava di Montemaggio, che poco prima aveva fondato Abbadia a Isola.

Probabilmente fece parte della comunità della Suvera.

Ha uno schema basilicale a tre absidi con navate divise da pilastri quadrangolari con semicolonne addossate.
La facciata, con un campanile a vela a bifora realizzato posteriormente, reca un portale ad architrave sormontata da un arco riempito e sopra una bella trifora in marmo giallo di gusto pisano lucchese, che può essere riferita al soggiorno del maestro pisano Bonamico, quando era impegnato nella pieve di Mensano.

Caratteristiche le finestrelle a croce in corrispondenza delle navate laterali, alle quali corrisponde l’altra sopra l’abside centrale, dove la croce è completata da un’espansione di base.

Sul fianco destro, dove poi è stata addossata la sacrestia, era la porta laterale, che sul lato esterno mostra, attorno all’arco, una cornice sagomata di marmo chiaro.

La Pieve era fortificata, poiché sulla destra di essa restano lunghi tratti della base di una cinta muraria.

All’interno, sulla parete sinistra, poggiato su due mensole aggiunte in epoca posteriore, è un prospetto di tabernacolo scolpito in marmo e strutturato come la facciata di una chiesa gotica coronata da tre cuspidi.

Sulla cuspide centrale è rappresentato lo stemma della famiglia Chigi.
Questo esemplare è databile intorno alla metà del XVI secolo.

Mensano

Mensano, frazione di Casole d’Elsa

Mensano si affaccia sopra uno strapiombo roccioso. Da lassù è possibile apprezzare un panorama mozzafiato sui Monti Metalliferi.

Mensano fu un feudo del vescovo di Volterra e passò sotto il dominio di Siena nel 1227. Da quel momento si ebbe un fitto insediamento di famiglie senesi, tra cui i Malavolti, i Saracini, i Tolomei e i Salimbeni.

Dalla fine del secolo successivo decadde rapidamente perdendo gran parte della sua importanza militare e, nonostante alcuni lavori di rafforzamento delle mura, durante la guerra di Siena, la sua caduta seguì di pochissimo tempo la capitolazione di Casole.

Architettura e patrimonio artistico di Mensano

Il complesso architettonico di Mensano ha forma semicilindrica, adattata alla forma scoscesa del terreno, con la via principale che collegava il centro religioso a quello civile.

Infatti, ad un’estremità si trova la Pieve, mentre nell’altra vi sono due palazzi in pietra, presumibilmente duecenteschi, ciascuno dei quali conserva al pianterreno una coppia di grandi portali con archi ogivali a ferro di cavallo.

Il monumento più importante di Mensano è senza dubbio la Pieve dedicata a San Giovanni Battista, che costituisce un interessantissimo esempio di pieve romanica.
Ricordata nella seconda metà del X secolo e attestata come Pieve dal 1171, fu eretta da maestranze pisane, come è suggerito da un’iscrizione in marmo, attualmente collocata presso il fianco destro della chiesa.
Si tratta di una chiesa a tre navate, con la facciata stranamente inclinata rispetto all’asse, forse per renderla perpendicolare all’andamento della strada cui fa da fondale, e tre absidi, di cui le laterali comprese nello spessore del muro.

Le tre navate, separate dal presbiterio da archi trasversali, sono divise da grosse colonne monolitiche, che vanno assottigliandosi verso l’alto e che recano capitelli , la cui decorazione plastica riveste il motivo di maggior interesse della chiesa.
Da notare anche l’uso in chiave bicroma dei materiali impiegati nel paramento murario.

Notevolissima è la qualità dei quattordici capitelli, dalla complessa simbologia di ispirazione sacra, che ornano le colonne e semicolonne e che costituiscono il ciclo scultoreo romanico più importante del territorio senese.

I capitelli sono attribuiti al maestro pisano Bonamico, uno scultore attivo nella seconda metà del XII secolo che, secondo le fonti, sarebbe morto proprio mentre attendeva a questo lavoro, prima di aver avuto il tempo di completare l’intera serie. Questa tesi spiegherebbe il grande divario stilistico e tecnico esistente tra i vari capitelli.

Sulla parete destra è stato scoperto nel 1951, durante il restauro della chiesa, un frammento di affresco raffigurante una Santa distesa nel sepolcro, con le mani poggiate in grembo.
Nella parte inferiore doveva esserci la figura di un altro Santo del quale oggi s’intravede solo un pezzetto di aureola.

Sulla parete sinistra, accanto al portale maggiore, c’è un affresco staccato, raffigurante il Martirio di San Sebastiano.

Da notare anche l’acquasantiera a fusto con vasca a forma di galeone, databile al sec. XVII per la tipologia del vascello.